Modifiche a "Arte in Atrio - Romeo Brioschi. Caos apparente"
Descrizione e link utili (Italiano)
- La Fondazione Banca Popolare di Lodi organizza una nuova edizione della rassegna Arte in Atrio presso la sede operativa di Via Polenghi Lombardo - Spazio Tiziano Zalli, Lodi:
- Romeo Brioschi. Caos apparente
- a cura di Mario Quadraroli e Mario Diegoli
- dal 25 marzo al 17 giugno 2026
- inaugurazione mercoledì 25 marzo, ore 17
- Romeo Brioschi, nato a Lodi nel 1949, è cresciuto in un ambiente ricco di matite, colori e strumenti da disegno. Da giovanissimo ha iniziato a frequentare lo studio del pittore lodigiano Bassano Bassi, vivendo un’esperienza formativa tipica di chi voleva intraprendere la carriera artistica: l’apprendistato in bottega. Lavorando nel campo della grafica pubblicitaria, ha potuto sviluppare il suo talento naturale per il disegno e una particolare sensibilità nell’uso del colore.
-Nel corso degli anni ha esposto le sue opere in diversi spazi culturali della città, tra cui il Centro Civico Culturale di Lodi, il Circolo Culturale “E. Vanoni” e la Ex Chiesa dell’Angelo, dove ha presentato le mostre Watercolor (2022) e Gli Acquarelli (2023).- +Nel corso degli anni ha esposto le sue opere in diversi spazi culturali della città, tra cui il Centro Civico Culturale di Lodi, il Circolo Culturale “E. Vanoni” e la Ex Chiesa dell’Angelo, dove ha presentato le mostre Watercolor (2022) e Gli Acquarelli (2023).
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- +Caos apparente
- +L'arte di Brioschi è una celebrazione vivace e ironica della realtà. Per l'artista, dipingere rappresenta una vera "palestra per la mente", un esercizio vitale affrontato con una sensibilità intrisa di umorismo: «Io non ricordo più il mio nome, ma dipingo comunque».
- +Al centro della sua ricerca vi è uno sguardo partecipe sulle cose semplici: persone, oggetti e scorci urbani perdono la loro banalità per trasformarsi in occasioni di meraviglia. Le raffigurazioni sono immediate e fluide; con pochi tratti rapidi, Brioschi cattura forme familiari animandole di un ottimismo contagioso.
- +Il suo stile si fonda su un equilibrio calibrato tra un caos solo apparente e un rigoroso controllo grafico. L’uso ricorrente di linee oblique e composizioni inclinate conferisce alle opere un ritmo dinamico e distintivo, generando una tensione visiva che guida lo sguardo dell’osservatore. Le immagini si collocano in una dimensione sospesa tra l’astrazione pittorica e la sintesi dell’illustrazione, mantenendo sempre una forte riconoscibilità formale. Attraverso l’impiego di tecniche miste e la trasparenza dell’acquerello, l’autore non nasconde il processo creativo, ma anzi lo rende parte integrante dell’opera, invitando chi osserva a percepirne l’energia pulsante e la stratificazione del gesto.
- +Soggetti comuni come case, arredi e dettagli architettonici diventano così protagonisti di una narrazione visiva che predilige il colore e il segno alla costruzione accademica dello spazio prospettico. Il colore, spesso vibrante e luminoso, contribuisce a costruire atmosfere leggere ma mai superficiali, capaci di evocare emozioni immediate. Nel complesso, la produzione trasmette freschezza e spontaneità, rivelando la volontà di interpretare il mondo attraverso un linguaggio personale, coerente e già sorprendentemente maturo. (Mario Diegoli e Mario Quadraroli)
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